Campionati del Mondo,  Hockey Italia,  Storia di un hockey antico

1988, a La Coruna l’Italia è ancora Campione del Mondo

Nella storia dell’hockey italiano c’è una manifestazione che ha segnato in maniera indelebile questo sport: il Mundial di La Coruna ’88.

50 minuti di gloria ne dedica un paragrafo cospicuo, addentrandosi in maniera emozionante nei meandri del più grande successo Azzurro. Il più difficile, il più clamoroso.

(…) La Spagna è ancora terra di conquista per la Nazionale italiana, che dopo Spagna ’82 ed il successo della squadra di Zoff e Paolo Rossi, scrive un’altra bellissima pagina di sport, riuscendo a vincere un titolo mondiale in casa dei maestri, grazie a Cupisti e Marzella, che emulano splendidamente la leggendaria squadra di Enzo Bearzot.

Esulta Mariotti: il suo sarà un grande mondiale

È il dolce settembre galiziano, con il suo oceano, sconfinato come la passione della gente di La Coruna per l’hockey e per il Liceo, divenuto negli ultimi anni la prima squadra di Spagna non Catalana.

E in terra iberica si aspettano tanto dalle furie rosse di Carlos Trullols, che schierano una formazione spettacolare: Huelves tra i pali, Alabart, Josep Eenrique Torner, Pauls e Ayats, presentato come quintetto base già dalle prime amichevoli, poi Llonch, Juan Torner, Rovira, Pujalte e Zabalia. Una squadra che sembra non avere punti deboli, con molto “cervello” (Josep Enrique Torner, Quico Alabart e Fernando Pujalte offrono ampie garanzie di amalgama e buona distribuzione del gioco) e una classe infinita.

A La Coruna non ci sono solamente i padroni di casa, ma anche argentini e portoghesi, che schierano squadre con un alto tasso di classe (…) l’Argentina è una delle candidate al titolo: conosce alla perfezione l’hockey europeo, con Martinazzo e Roldan che militano nel Liceo, dal quale è appena partito, con destinazione Lodi, Mario Rubio, (che di titoli, proprio con Martinazzo, ne ha già vinti due: San Juan’78 e Novara ’84). Ma anche Pablo Cairo (Novara), Luz (Vercelli) e Josè Luis “nero” Paez (Roller Monza) conoscono bene l’hockey del vecchio continente, così come i lusitani Allende e Rodriguez, che militano nel Porto (…) I portoghesi sono una mina vagante: perdono in fase di preparazione Paulo Almeida, ma possono vantare un portiere come Franklin, Antonio Alves e Realista in difesa e Vitor Hugo come autentica stella offensiva, al cui fianco ruotano Paulo Alves e Vitor Fortunato, mentre completano la rosa due elementi che vedremo in Italia: Pedro Trinidade (che approderà al Valdagno) e Joao Pedro (a Reggio Emilia).

L’Italia pareggia con l’argentina, vince con il Portogallo e poi, in quella che verrà considerata la finalissima compie un autentico miracolo (…) la Spagna parte forte, gli ottomila si fanno sentire ma Cupisti fa capire di che pasta è fatto. Un mostro, un vero campione, un maestro assoluto nel suo ruolo, che viene battuto solamente da un gran gol dal limite dall’area di Josè Enrique Torner, che sorprende il portierone azzurro, coperto ed impietrito. Ora si gioca in una bolgia e l’Italia deve assolutamente rimontare. In aggiunta Milani, ad inizio ripresa, si fa espellere per un brutto fallo: una steccata rifilata a J.E. Torner a cui rompe il naso e priva delle furie rosse del suo cervello, ma lascia tre Azzurri, Crudeli, Massimo Mariotti e Marzella a difendere la gabbia di un Cupisti a tratti miracoloso. Ma l’Italia non ha tempo da perdere e deve assolutamente vincere la partita. Ma a chi ci si può affidare se si deve vincere un Mondiale, in casa di una fortissima Spagna che è già in vantaggio e con il supporto di 8.000 persone? Semplice: Pino Marzella.

Così ne scaturisce un finale al cardiopalma e l’hockey italiano tocca l’apice della sua storia, il punto più alto, l’apoteosi. (…) a 19 secondi dalla fine, Alabart ha uno scatto di nervi e viene espulso dall’arbitro Belguinha. Gli Azzurri hanno in pista Enrico Mariotti, Crudeli, Massimo Mariotti e Marzella. Proprio il più giovane dei Mariotti, appostato lungo la direttrice di destra, serve in verticale ed in profondità Marzella, il quale, praticamente dalla riga di fondo dell’area di rigore, tira al volo infilando un esterrefatto Huelves, consegnando, di fatto, il Mundial nelle mani dell’Italia. Vincere così, in casa degli spagnoli. Incredibile.

Questa è stata la vittoria di un gruppo inimitabile, un manipolo di campioni che ha compiuto un’impresa epica. L’Italia conquista così il suo terzo titolo iridato, il secondo consecutivo e sempre lontano dalla penisola. \

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