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21 Giugno 1989, Monza domina l’Europa

21 Giugno 1989, Monza domina l’Europa

Gli anni ’90 alle porte, il sogno di un palazzetto cittadino in cui vivere derby infuocati. Star mondiali, milioni di lire che fioccavano, sponsor di caratura mondiale e una passione senza confini.

Questa era la Monza dell’hockey, che il 21 giugno del 1989 iscriveva a caratteri cubitali il proprio nome nell’Europa, quasi con prepotenza. Con la Coppa dei Campioni assegnata già in fase di pronostico ai catalani del Noia Freixenet, restavano da spartire la Coppa delle Coppe e la Coppa CERS, palcoscenici prestigiosi, calcati dal gotha dell’hockey europeo.

Da sinistra Marrone Vs Piscitelli e Cardà contrastato da Aguero

Già, perché per una strana coincidenza astrale, nella manifestazione principale erano confluite Sporting Lisbona e Noia, che lambiva l’apice del proprio ciclo e sfruttava la defaillance di gente come Pujalte e Alabart per eliminare il Liceo, in quel momento, probabilmente, la squadra più forte al Mondo.

Coppa delle Coppe, il Roller elimina le grandi potenze

Alla vigilia il cammino del Roller appariva proibitivo. Tralasciando il Moenchengaldbach, avversario assai morbido nel primo turno, il resto della corsa appariva assai complicato con Barcellona e Porto nel mirino in vista del traguardo finale.

In aprile parte la sfida al Barça. Al Paolo VI di Brugherio si presenta un Barcellona che in campionato sta arrancando, inseguendo un Igualada capace di sorprendere tutto e tutti. Da un paio d’anni i blaugrana non alzano un trofeo e l’89 sembra andare nuovamente nella direzione sbagliata.

Eppure il Barcellona vanta una rosa d’alto profilo, con la qualità di Pauls, il genio di Ayats, la freschezza di German Polo, oltre alla sostanza dell’ex Noia Carafì, di Gimeno, dell’esperto Venteo e di Calafell, che all’andata pareggia il fulmineo 1-0 di Aguero. Mario Aguero vive la sua seconda giovinezza, è un concentrato di potenza, “garra” e classe e firma il 2-1 con cui tutti vanno a prendere un thè.

German Polo, uno che in carriera non ha saputo mantenere le esplosive promesse fatte in gioventù, firma il pareggio al 4’ della ripresa. Poi il Roller preme verso la porta di Llorca e va nuovamente in gol con Girardelli, rinato in casacca biancazzurra e con una bordata di Cinquini. 4-2 e tutti al Palau, dove la vigilia trascorre tra pronostici di remuntada.

Pronti, via e “El Negro” Paez sorprende tutti dopo soli 8 secondi. Il suo debutto al Palau è qualcosa di letteralmente devastante. Nei restanti 49 minuti e 52 secondi Cupisti abbassa la saracinesca, Girardelli e Paez ribattono alle sfuriate di Ayats e ad attendere il Roller in finale c’è il Porto, campione di Portogallo per la sesta volta negli ultimi sette anni.

Per la città di Monza è una festa, perché nel frattempo in Coppa CERS il Beretta ha eliminato il Reus con un rotondo 7-2 ed attende in finale l’Igualada di Roc Mestres, una squadra che ha ribaltato ogni pronostico vincendo la Division de Honor, dove ha messo in fila Liceo, Barça, Reus e Noia.

In sostanza le due monzesi si trovano a duellare contro i campioni di Spagna e Portogallo senza un palazzetto cittadino, “maledizione”, che perdura anche in tempi moderni.

Beretta, una corazzata

Il brasiliano Vitor Santos

Quella costruita dal Presidente Fossati è un’autentica corazzata. In pista c’è il terzetto che negli ultimi secondi ha vinto il campionato del Mondo a La Coruna ’88, con Pino Marzella e i fratelli Mariotti. Santi Cardà è un catalano ancora acerbo, ma dalle mille possibilità. Poi Vitor Santos, attaccante longilineo, dall’ottima pattinata e dal grande senso del gol. Lucio Marrone è un “sesto uomo” preziosissimo, mente in porta troviamo Federico Paghi e Alfonso Rotolo. Un roster fortissimo, guidato dal Professor Massari, in quegli anni “il vincente” per natura.

Una squadra che il 7 giugno si presenta in condizione smagliante e che annichilisce l’Igualada con 50 minuti intensissimi. Vitor Santos sblocca il punteggio al 13’ e gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono autentico show. Il Monza va in rete al ritmo di una rete ogni 2’: Massimo Mariotti firma il raddoppio, poi segnano Marrone, Marzella e Santi Cardà, che dopo la partita apporrà la firma su un contratto oneroso proprio con l’Igualada. Tra gli Arlequinats l’unico a non arrendersi è Ramon Benito che con una tripletta fissa sul tabellone il temporaneo 5-4.

È un punteggio illusorio, perché nella ripresa Marzella firma il + 2, Enrico Mariotti recupera pallina e fa partire prima una bomba poi un tiro velenoso, e siamo 8-4. Nella calura di Biassono anche un mastino come Joan Carles sembra arrancare.

Santi Cardà “purga” per due volte il futuro compagno Folguera e siamo +6 quando alla fine mancano 7 minuti. L’Igualada ha staccato la spina guardandosi allo specchio e sentendosi appagato da quanto fatto fino a quel momento. Con un Paghi poco più che spettatore pagante, Massimo Mariotti, Cardà e Enrico Mariotti a 44 secondi dal termine, chiudono la finale d’andata con un roboante 13-4. Nella sua immensa carriera, Carles Folguera non subirà mai più un così elevato numero di reti.

Il ritorno è poco più di una scampagnata. In un Les Comes tranquillo, davanti ad un pubblico soddisfatto per la Liga vinta (e la finale di Copa del Rey persa di un soffio con il Liceo…) Pino Marzella può alzare la Coppa CERS, il secondo trofeo stagionale dopo la Coppa Italia, ma l’ultimo, in termini temporali, della storia per l’Hockey Club Monza.

Il Porto balla un tango argentino

Ciò che accade tra il 12’ e il 21’ della sfida di andata, è quanto di più emblematico di possa vedere. Finale di Coppa delle Coppe tra Supermercati Brianzoli Roller Monza e Porto. I lusitani sono una corazzata, Realista ha appena pareggiato il gol iniziale di Paez e Cupisti ha dovuto dire “no” a un paio di bombe dell’argentino Allende e a un numero di Vitor Hugo, leader incontrastato dei Dragoes.

Poi il Roller regala 9 minuti di spettacolo. Aguero è immarcabile, nessun portista riesce a contrastarlo e il Monza va avanti 2-1. Un leggiadro Girardelli sfuma due incantevoli palline per Paez, che allunga sul 4-1, con una doppietta in meno di un minuto. Il Porto è alle corde e Aguero firma il sorprendente 5-1 di fine primo tempo.

Nell’intervallo Cristiano Pereira scuote i suoi e Tò Neves sembra riaprire il match. Ma è un’illusione che si spegne sulle due bombe di Aguero, che chiude con un poker e il Roller mette in ghiaccio il match con un buon 7-3, un +4 importante in vista del ritorno. Nella lista dei marcatori si iscrive anche Diego Allende, colui che sarà the man of the match dell’unica finale olimpica in cui l’hockey ha recitato il ruolo di protagonista.

Roller, una grande squadra

Giocare in Portogallo, negli anni ‘80 era tutt’altro che semplice. Durezze, pubblico caldo ma altrettanto poco sportivo e arbitri a volte “abbandonati” al destino. Per vincere in terra iberica era necessario possedere un grande carattere, nervi saldi e due palle così. Quelle che il Roller ha dimostrato di possedere la notte del 21 giugno, contrastando l’assalto del Porto con un Cupisti superlativo e una grande freddezza.

Determinante, ancora una volta, Franco Girardelli, autore dello 0-1 dopo pochi istanti. Ma il Roller di Ferlinghetti era una squadra dalla grande anima e forgiata in modo che tutto funzionasse bene. Così, con Aguero e Paez imbrigliati dal legno dei vari Antonio Alves e Tò Neves, erano Cinquini e Piscitelli a firmare le altre reti monzesi.

Nei minuti finali, con il tabellone sul 6-3, la leggenda narra che il cronometro non corresse mai. Ancor oggi il Cupi racconta che si ogni qual volta si voltasse per vedere quanto mancava, trovava il cronometro fermo. I secondi trascorrevano lentissimi. Quei tre minuti saranno durati forse un quarto d’ora, con i vani assalti del Porto che si schiantavano regolarmente contro uno scoglio. E la gloria del Roller iniziava la sua lenta ascesa verso l’eternità.

Siamo agli sgoccioli della “Monza capitale dell’hockey”, una lotta meravigliosamente unica, perché non accadrà più che a scontrarsi in una finale scudetto si troveranno due squadre della stessa città contemporaneamente campioni d’Europa in carica.

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