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Giulio Cocco, Ale Verona e gli italiani di Portogallo

C’è anche un po’ d’Italia nel campionato più spettacolare del mondo. In Portogallo oggi possiamo trovare i giocatori più forti in circolazione, ad esclusione dei talenti che militano del Barcellona. E nella NBA dell’hockey possiamo ammirare anche i nostri Giulio Cocco e, da settembre, Alessandro Verona.

L’immenso potere del dio denaro e dei colossi del calcio, che grazie alla passione per le loro modalidades dispensano finanziamenti alle sezioni hoquei, ha definitivamente scavato un solco tra il campionato portoghese e il resto delle leghe europee. Oggi in terra lusitana l’hockey mantiene lo status di disciplina seguita con grande affetto, come confermano le presenze sugli spalti, mentre ai grandi investimenti viaggiano di pari passo i risultati sportivi.

Della floridità del momento ne è testimone l’ultima Final4 di Eurolega – giocata a Lisbona in una coinvolgente cornice di grande spettacolo -, per la prima erano presenti le polisportive più importanti: Sporting, Porto e Benfica, oltre al Barcellona, che oramai domina indisturbato la OK Liga, in attesa che nuove generazioni ripopolino le rose di Liceo – oggi griffato Deportivo – Reus, Noia e Vic.

In un contesto qualitativo così elevato, brilla anche l’Italia, grazie alla presenza di Giulio Cocco, fresco vincitore del campionato con il Porto. L’ex stella dell’Amatori Lodi è stato inserito da Cabestany con un buon minutaggio nelle rotazioni, ripagando la fiducia con 29 reti stagionali complessive. Non male per un ragazzo al debutto in un torneo così di alto livello, in una stagione in cui ha sfiorato l’Eurolega, perdendo una difficile finale contro lo Sporting.

Giulio Cocco, come Alberto Orlandi: campione di Portogallo al primo colpo (Roberta Mirabile)

Lo “scudetto” portoghese di Giulio Cocco – il terzo titolo nazionale consecutivo dopo i 2 vinti con il Lodi – ha un grande significato, perché nonostante i numeri di praticanti nell’ultimo decennio siano in progressivo calo, l’hockey italiano riesce ancora ad esportare talenti.

Alessandro Verona, futuro protagonista

Nella prossima stagione a far compagnia a Cocco troveremo anche Alessandro Verona. Il golden boy italiano, nato nel Forte dei Marmi e consacratosi all’Amatori Lodi, sarà uno dei protagonisti con i neocampioni d’Europa dello Sporting Lisbona. Avere due Azzurri nel torneo più competitivo al mondo sarà un motivo non solo d’orgoglio, ma anche un aiuto per la nostra Nazionale.

Italiani vincenti in Portogallo: una storia che si ripete

Cocco e Verona non sono i primi italiani a sbarcare (e vincere) in Portogallo, ma hanno avuto brillanti predecessori. L’esordio assoluto nel torneo lusitano è avvenuto 20 anni fa, per merito dei fratelli Mirko e Alessandro Bertolucci, fortemente voluti da Sergio Nunes, fratello di Luis, portoghese trasferitosi in Italia. I due, reduci da una brillante stagione al Vercelli di Nino Caricato, vennero ingaggiati insieme a Roberto Crudeli.

Un gol di Mirko Bertolucci con la maglia del Barçelos

Ma se tra Robé e il pubblico del minhoto non scoppierà mai il vero amore, per i fratelli viareggini Barçelos rappresenterà una delle tappe più importanti della loro carriera, vincendo il campionato nel 2001 con una squadra da fantascienza: Sergio Silva e Paulo Almeida, oltre al muro Cunha da Silva tra i pali. La festa fu infinita, con Mirko e Ale che entreranno per sempre nel cuore della gente di Barçelos.

Seixal, parentesi amara

Nel 2000 c’è un club che prova a fare un passo avanti: è il Seixal, che ingaggia Gigio Bresciani e Francesco Dolce. I due però resteranno in Portogallo una sola stagione, a causa di un triste ridimensionamento, accaduto per un lutto personale all’allora presidente.

Anno 2002: arriva Alberto Orlandi

Concluso il ciclo dei Bertolucci, inizia quello di Alberto Orlandi, che viene ingaggiato – primo italiano nella storia – dal potentePorto Futbol Club. Con i Dragoes Albè disputerà due stagioni, vincendo altrettanti campionati, i primi di una trionfale serie che durerà ininterrottamente per 10 stagioni.

Il Porto della prima stagione di Orlandi: il primo a sinistra è Tò Neves, l’ultimo in piedi a destra, Reinaldo Ventura. ( Si ringrazia https://gloquei4.webnode.pt/planteis-epocas-anteriores/decada-de-2000/outras-equipas/ )

Certo l’inizio non è stato dei più semplici, come ha affermato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport : http://archiviostorico.gazzetta.it/2002/luglio/10/Orlandi_avverte_suo_Portogallo_starei_ga_0_0207101662.shtml

L’avventura del viareggino terminerà nel 2003, quando farà ritorno in Italia, dove continuerà a vincere con le maglie di Bassano, Viareggio e Forte dei Marmi. La carriera del classe 1973 sembra però infinita, perché Albè, giusto una settimana fa, ha festeggiato lo “scudetto” personale numero 14, vincendo il campionato svizzero con la maglia del Biasca.

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