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Italia – Spagna, un “clasico”

Nell’hockey su pista Italia – Spagna non sarà mai una partita come le altre. È un “clasico”, che mette di fronte due scuole di pensiero che scontrano dalla notte dei tempi. Con esattezza dal 23 Maggio del 1947, quando a Lisbona, nel loro debutto Mondiale, le Furie Rosse fecero capire che la storia l’avrebbero scritta con prepotenza.

Quel giorno, davanti a 16 mila tifosi portoghesi, Jorge Trias e Tito Màs sorpresero 4-3 l’Italia. Gli Azzurri provarono ad arginare la forza degli emergenti spagnoli con le stoccate del duo triestino Poser – Mario Cergol, chiudendo gli spagnoli nella loro area. Ma nemmeno i tiri accompagnati di capitan Kullmann poterono contro il fortissimo portiere Nadal, autentico precursore della grande dinastia di estremi difensori iberici.

Da allora Italia – Spagna ha visto mille avventure, con la nostra nazionale spesso nel ruolo della lepre, persa ad inseguire un avversario che, fino agli anni ’80, ha letteralmente maramaldeggiato, grazie ad una tecnica e ad una “garra” senza eguali.

Dopo 40 anni, l’Italia torna a trionfare

In sostanza l’hockey mondiale per 30 anni ha assistito ad un duopolio formato dall’asse Portogallo – Spagna, che si sono spartiti tutti i titoli mondiali, ad eccezione di Ginevra ’53, unica perla azzurra in un mare di sofferenza.

Dalla fine degli anni ’70, poco dopo l’esplosione dell’Argentina di Martinazzo, Rubio e Aguero, arriva anche la volta degli Azzurri, che sotto la guida di Gianni Massari cambiano volto all’hockey mondiale, aumentando a dismisura il livello tecnico e tattico, sfiorando vette che mai più verranno lambite.

L’Italia torna così ad essere competitiva, pareggia con un incredibile 0-0 nel mondiale di Novara ’84 e batte gli spagnoli nelle successive rassegne iridate.

A Sertaozinho, sotto il sole brasiliano, la kermesse viene dominata dalla squadra del Prof. Massari: la Spagna viene sconfitta 2-1, grazie ad una rete per tempo, firmate da Bernardini e Bibi Milani, che rendono inutile la rete di Quico Alabart: era da Cile ’62 che l’Italia non batteva la Spagna e l’impresa avverrà anche nel 1988, nel modo più bello possibile.

A La Coruna, in un Riazor stracolmo, l’Italia gioca forse la partita più famosa della storia, quella conclusa con la rete di Pino Marzella a 1 secondo dalla fine. Qualcosa di assolutamente epico.

Anni ’90, l’ultima vittoria mondiale prima del buio

Negli anni ’90 gli Azzurri battono più volte gli iberici. A Lodi vincono 3-1 trionfando in un Europeo indelebile per emozioni e calore della gente. Dal ’95 al ’98, con una formazione intrisa di campioni (i gemelli Michielon, Orlandi, Bertolucci, Rigo, Cunegatti, Orlandi e via discorrendo..) veniamo sconfitti dalle Furie rosse in una sola occasione (Europeo di Salsomaggiore, 0-4), portando a casa il Mondiale di Wuppertal ’97. Poi la Spagna cala gli Assi, sfoggiando due generazioni di fenomeni, frutto di un lavoro sui vivai qualitativamente eccelso.

Così da Panadero a Marc Gual, da Pedro Gil a Borregan, da Bargallò a Teixidò, da Marc Torra a Raul Marin arrivando fino a Pau Bargallò, gli spagnoli dominano in lungo e in largo, conquistando 7 degli ultimi 8 campionati del Mondo.

Noi, nel nostro piccolo, abbiamo lavorato e ci siamo tolti qualche soddisfazione. Nel 2014 ad Alcobendas, l’Italia è riuscita ad impattare 2-2, vincendo un incredibile Europeo proprio in casa dei “maestri”. L’anno successivo, nella rassegna continentale di Oliveira de Azemeis, un gol in apertura di Federico Ambrosio piega la Spagna con un calcistico 1-0.

Federico Ambrosio, autore del go che è valso l’ultimo successo sulla Spagna a Euro 2016 (Mirabile)

Resta questo l’ultimo successo nei confronti diretti, mentre per vedere una vittoria italiana in un mondiale bisogna ritornare al lontano 2003: nel Mondiale di Oliveira de Azemeis finì 4-3, con rete iniziale di Alessandro Bertolucci e tripletta di Ale Michielon, mentre per la Spagna le reti portarono la firma di tre Semidei dell’hockey: Pedro Gil, Teixido  e Panadero.

Sono trascorsi 16 anni, la storia racconta che battere la Spagna è difficile, ma è un’impresa che è nelle nostre corde. Come sempre.

I numeri dicono Spagna (nettamente)

Il bilancio complessivo nei confronti diretti tra Italia e Spagna parla di 44 vittorie Spagna, 10 pareggi e 15 successi Azzurri.

Nel Campionato del Mondo le statistiche parlano di 21 vittorie delle Furie Rosse, 5 pareggi e 12 successi della Nazionale di Massimo Mariotti.

Se restringiamo il campo alle ultime 20 edizioni dei Mondiali, ovvero dal 1980, la Spagna ha vinto 9 volte, 5 i successi Azzurri e 2 i pareggi.

In tutto negli ultimi 40 anni, epoca presa come unità di misura per gli anni moderni troviamo 19 vittorie spagnole, 8 italiane e 6 pareggi

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