Aneddoti,  Personaggi,  Storia di un hockey antico

Jesus Correia “Os dois Amores”

Un giocatore unico, un talento capace di vestire contemporaneamente la maglia della selezione di fútbol e…quella di hoquei!

Jesus Correia, nella caricatura di Pedro Ribeira Ferreira

La storia di Jesus Correia è qualcosa di assolutamente unico, probabilmente senza eguali. Una doppia vita vissuta tra l’essere un fenomeno dell’hockey e un campione nel calcio. Un atleta straordinario, capace parallelamente di vestire la sia la maglia della nazionale di hoquei em patins, che quella di fùtbol.

Oggi una carriera simile sarebbe  improponibile, sia per l’accavallarsi degli impegni sportivi, che per l’assoluta differenza tecnica tra le due discipline.

Antonio Jesus Correia nasce a Paço d’Arcos il 3 aprile 1924 e inizia a giocare giovanissimo nella Associação Académica, passando poi al Salésias, dove viene notato da Augusto Silva. Come giocatore sembra aver un grande talento, ma nella sua c’è un altro amore che incombe.

Un’incontrollabile passione che lo investe quando indossa i pattini e si amplifica utilizzando il bastone e una pallina. In breve tempo Jesus s’innamora di due sport, che finirà per amare alla follia. Ma come per le donne, il cuore lo porterà verso una sola disciplina.

Portogallo vice campione del Mondo 1951

Il suo è un talento unico, il baricentro basso, gambe veloci, passo rapido. Un mix che gli permetterà di essere impendibile sia come ala in un campo da calcio, che come attaccante su una pista da hockey.

In piena adolescenza sale alla ribalta grazie ad un talento sopraffino e un’abnegazione unica. A Paço d’Arcos non si parla d’altro che di quel talento che di giorno raccoglie ovazioni nel fùtbol, alla sera indossa i pattini per far innamorare le folle che seguono il prosperante piccolo club di hockey. Dove a fargli compagnia trova l’inseparabile cugino Correia Dos Santos e il portiere Emidio Pinto: con loro dividerà praticamente ogni successo.

L’incontro con “Cappuccetto rosso” Szabo

La svolta della carriera di Correia giunse nel 1943, quando venne intravisto da Joseph Szabo. Il santone ungherese, soprannominato Piroska, Cappuccetto rosso nella lingua magiara, s’innamora di quella mezz’ala da baricentro basso, rapido nelle finte e abile con i piedi. Con un senso degli affari senza eguali, Szabo lottò per portare Correia al suo Sporting. Ma non fu un’impresa facile e per riuscire a far vestire il biancoverde al 19enne dovette prima battere la concorrenza dell’Estroil, poi convincere il direttivo del Paço d’Arcos, club in cui Correia stava per vestire i panni della stella.

La differenza la fece, come spesso capita, il dio denaro, con il calcio in piena crescita, tecnica ed economica.

Nel 1943 ebbe così inizio la doppia vita di Jesus Correia, impegnato a giocare nel week end con lo Sporting Lisbona e in settimana nel campionato di hoquei vestendo la maglia rossoblu del Paço d’Arcos. Una vita frenetica, trascorsa a correre dalla pista al campo di allenamento, affrontando i 20 km che separano i due luoghi di allenamento in treno, oppure in bus. Con il passare degli anni gli impegni si accavallarono con insistenza e spesso Jesus dovette ricorrere all’aereo, viaggiando da solo, senza la squadra, per raggiungere una pista da hockey o un campo da calcio.

Vittorie da record

Nella sua carriera Correia ha la fortuna di incontrare due club nel pieno delle meraviglie sportive. Szabo sta costruendo uno Sporting stellare, quello dei Cinco Violinos. Insieme a Jesus Correia troviamo il bomber Peyroteo, Albano, Travassos e Manuel Vasques, che giunse in biancoverde nella stagione ’46-’47, punto d’inizio di un triennio costellato da vittorie.

In totale con lo Sporting vinse 4 campionati e 3 coppe di Portogallo, dominando in campo nazionale con una squadra in grado di segnare 315 reti in tre stagioni, con la media di 5,25 reti segnate per incontro, trasformando lo Sporting in una squadra leggendaria.

I possibili trionfi del club di Szabo non ebbero fortuna oltreconfine solamente per la concomitante devastazione a cui l’Europa era sottoposta dalla seconda guerra mondiale.

Una limitazione che portò “Necas”, il primo soprannome, a giocare in nazionale solamente  13 incontri, segnano 3 reti.

Nasce il mito di “Os dois amores”

La leggenda di “Os dois Amores”, il suo secondo pseudonimo, prese piede oltre confine il 5 settembre del 1948, quando a Madrid, nell’amichevole che inaugurava la stadio Metropolitano segnò tutte le reti dello Sporting nel 6-3 rifilato ai padroni di casa.

Nel biennio ’46- ’48 Jesus Correia conquista sia il campionato portoghese di calcio che quello di hockey, stabilendo un record ineguagliabile.

Un video dedicato a “Os dois amores”

I successi con i due club rendono grandi dividendi in campo nazionale, a livello mondiale è la nazionale di hockey che regala a Necas enormi soddisfazioni.

Nel 1947 trascina il Portogallo al primo successo mondiale. Si gioca a Lisbona e la città impazzisce letteralmente per l’hoquei em patins, disciplina che si sta affermando progressivamente e che in quell’anno viene definitivamente lanciata.

La statua presente al Jardim da Praceta di Paço d’Arcos
 

Emidio Pinto divide la porta con Cirpiano Dos Santos, mentre in pista danno spettacolo i cugini Correia e la coppia di “irmaos”, Oliverio e Sidonio Serpa. Nemici in campionato, con i fratelli Serpa che militano nel Benfica, mentre Pinto, Correia e Correia Dos Santos  sono le colonne del Paço, quando vestono la maglia della nazionale diventano imbattibili.

A Lisbona le sei giornate di gare fanno registrare il tutto esaurito, con Salazar ospite fisso delle serate. Il Portogallo si consacra al mondo lasciandosi alle spalle il Belgio di Van Engelen e la Spagna di Nadal e Jorge Trias. Quarta una deludente Italia.

I lusitani hanno però ingranato la marcia giusta e dal 1948 al 1951 vinceranno il titolo perdendo solo tre gare. A Montreux ’48 saranno i testimoni del canto del cigno dell’Inghilterra, ma conterà poco per Jesus Correia, trascinatore di una nazionale che erediterà lo stesso soprannome dello Sporting Lisbona: Cinco violinos. I Correia continueranno a dominare i mondiali, vincendone 6 in 10 anni: ancora oggi Jesus Correia e Correia Dos Santos detengono il record di vittorie nel Campionato del Mondo per la selezione lusitana.

Il 1953 divenne l’anno della svolta. Dopo la sconfitta contro l’Italia nella rassegna iridata di Ginevra, il direttivo dello Sporting mise Jesus di fronte ad un bivio: a soli 29 anni per continuare a giocare con i Leoni biancoverdi avrebbe dovuto smettere con l’hockey.

Una scelta difficile, che coinvolse emotivamente l’atleta bivalente. Ma tra due splendide donne, Jesus non ebbe dubbi e scelse la più povera e umile, optando per l’hoquei em patins, tralasciando la fama e i soldi del calcio. Jesus Correia chiuderà la parentesi calcistica giocando 208 partite con lo Sporting Lisbona e segnando 159 gol.

La sua carriera hockeistica con la nazionale continuò fino al 1956, vincendo il mondiale di Oporto. Quello fu l’ultimo titolo di “Os dois amores”, incredibile artista del calcio e leggenda dell’hockey.

Uno dei personaggi più “spettacolari” che l’hockey abbia mai prodotto, di cui potrete leggerne le gesta nel libro  Hockey pista, un grande romanzo.

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