Hockey Italia

La bella favola del Laverda Breganze

Nel 1960 un prete intraprendente avvia i ragazzi sui pattini: in pochi anni l’hockey diventerà una religione.

L’ultimo capitolo è dedicato all’incredibile favola del Laverda Breganze, una storia che parte dalla passione di Don Piero Carpenedo e si chiude con i successi “fatti in casa” degli anni ‘70, con il primo giocatore breganzese Campione del Mondo. 
Nel mezzo potete ritrovare la passione genuina di un intero paese, che riversa nell’hockey un’amore senza eguali.

Mino Battistella con il premio di miglior marcatore della Coppa Italia

(…) Come abbia fatto quel Breganze ad arrivare ai massi­ mi livelli partendo da zero, senza nessun aiuto esterno, contando solamente sulle proprie forze, resterà un mi­ stero. Mino Battistella non aveva dubbi “Avevamo solamente voglia di allenarci e fare sacrifici. Non andavamo mai in dis­coteca, si andava a scuola a al lavoro, poi ci si allenava, tutti i giorni almeno due o tre ore. La voglia di arrivare, la serietà, l’impegno e la passione non sono solo una questione riguarda Breganze, in tutti gli sport funziona così. Noi eravamo innamorati dell’hockey”.

Tratto da “Hockey pista, un grande romanzo”

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