Personaggi

Luigino Kullmann entra nella storia

Al pioniere verrà dedicata una strada nella sua Monza: mai un hockeista italiano aveva raggiunto un simile riconoscimento.

Luigino Kullmann in posa a Stoccarda, durante il mondiale del 1936

Una strada dedicata ad un giocatore di hockey su pista è un evento unico, accolto con orgoglio anche dal mondo dell’hockey su pista e del pattinaggio. Figlio di una pattinatrice nativa del Baden-Wurttemberg, che con il padre gestiva uno dei primi cinematografi del secolo, Luigino Kullmann si trasferì a Monza intorno alla fine degli anni ’20. E proprio a Monza esplose il suo amore il pattinaggio, una passione che ne caratterizzò l’intera vita.
Il primo passo lo mosse nel 1933, quando insieme ad altri soci fondo l’Hockey Club Skating Monza arrivando a giocare il primo campionato già a Roma nel 1934.
Kullmann diventò Ufficiale di fanteria e partecipò alla campagna di Albania, tornando a giocare ad ogni licenza militare. Nel 1946, mentre l’Italia stava raccogliendo i cocci dopo la devastazione della guerra, con la suo Monza seppe conquistare a Montreux la “Coppa delle Nazioni”, battendo un Benfica in cui per l’occasione era confluita l’intera nazionale lusitana.
La sua grandezza sportiva e il rispetto per l’avversario lo portò a stringere amicizia con grandi personaggi dello sport mondiale. Su tutti quella con Don Juan Antonio Samaranch: nel 1946 ad Anversa l’ex presidente del CIO chiese a Kullmann di trasferirsi a Barcellona per aiutarlo ad diffondere la disciplina dell’hockey sobre patines. Luigino rifiutò con garbo “Perché la mia vita è in Brianza” e in breve convogliò a nozze con Elsa Beretta, da cui nacque la figlia Marika. 
Nel suo archivio ha conservato con cura maniacale scambi epistolari con Fred Renkevitz, per molti anni Presidente della Federazione Internazionale, oppure con Adolf Walker, dirigente della Lega tedesca nell’immediato dopoguerra.
L’altra grande passione della sua vita è rappresentata dal Pattinaggio, che in gioventù praticava, come era usanza di quegli anni, parallelamente all’hockey. Insieme al maestro Franco Beretta nel 1947 fondò lo Skating Club Monza, riscuotendo enorme successo, al punto che il preside delle scuole di Via Lecco concesse l’utilizzo della palestra a piacimento. Il tanto amore venne ricambiato con 76 titoli nazionali individuali, oltre a successi in campo europeo e mondiale.
Kullmann era anche follemente innamorato della Nazionale, alla quale si dedicò con grande orgoglio dal 1936 al 1947. Da giocatore vestì la maglia azzurra per 70 volte, segnando 57 reti, diventando celebre nel mondo per il suo tiro accompagnato dalla lunga distanza “alla Kullmann”.

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